L’Assegno di inclusione è una novità preannunciata lo scorso anno, ma operativa dal primo gennaio 2024. Il caso dell’ISEE difforme.
Come avere l’Assegno di inclusione? E’ la domanda che si pongono non poche persone potenziali beneficiarie. Oggi detto Assegno sostituisce il reddito di cittadinanza, in combinazione con il varo – nello scorso settembre – del cd. Supporto per la Formazione il Lavoro.
La finalità è quella di sostenere le fasce più fragili della popolazione, evitando però gli abusi e le irregolarità che hanno caratterizzato l’esperienza del reddito di cittadinanza.
Di seguito chiariremo in particolare il rilievo dell’ISEE in corso di validità e quali sono le conseguenze in caso di ISEE difforme. Ecco i dettagli.
Il suo debutto risale al primo gennaio scorso, ma attenzione perché chi aveva i requisiti di accesso al RdC, non è detto che li abbia anche per l’Assegno di inclusione, in quanto questi ultimi sono diversi e nel complesso più delimitati.
Infatti l’Assegno di inclusione è conferito ai nuclei familiari con almeno un membro disabile, minorenne, con almeno 60 anni di età, oppure in condizione di svantaggio certificata. Inoltre proprio come il reddito di cittadinanza anche per questo trattamento c’è un requisito ISEE. Quest’ultimo indicatore non deve essere maggiore di 9.630 euro.
In particolare il modello ISEE, una volta ottenuto, ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in corso e, alla data della domanda per l’Assegno di inclusione, il richiedente deve essere in possesso dell’ISEE in corso di validità.
In sostanza:
L’istituto ha tuttavia rimarcato che, per le domande di Assegno presentate fino a febbraio 2024, se non si dispone di un ISEE 2024 aggiornato, il controllo dei requisiti ai fini dell’assegno inclusione per i mesi di gennaio 2024 e febbraio 2024 sarà fatta sulla scorta dell’ISEE valido al 31 dicembre scorso. Tuttavia l’ISEE andrà rinnovato nei mesi a venire.
L’ISEE difforme consiste in quella situazione in cui l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è incongruente o incoerente rispetto alla effettiva situazione economica di una persona o di una famiglia. Si tratta dei casi di errori nei dati dichiarati o nelle informazioni utilizzate, per quantificare l’ISEE.
Nell’ipotesi in cui, durante i controlli successivi alla domanda di Assegno inclusione, l’Inps scopra che l’ISEE presentato è difforme o contiene omissioni, non darà l’ok alla domanda e non erogherà il contributo. Ma sarà compito dell’Inps rendere noto al richiedente l’elenco di omissioni o difformità riscontrate, rispetto ai dati presenti in anagrafe tributaria e/o a dati autodichiarati del patrimonio mobiliare.
L’interessato, se vuole che la domanda dell’Assegno inclusione sia accolta dovrà presentare all’Inps i documenti giustificativi oppure dovrà fare un nuovo ISEE non difforme, aggiornando di fatto il documento.
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