Il giorno dei parlamentari romani Tutti intorno al capezzale della città

Degrado Roma, i parlamentari eletti e la carta dei nuovi poteri della Capitale

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di Cristina Grancio *

Questa mattina inizia un percorso determinante quanto insidioso per il futuro di Roma, si riunirà l’Osservatorio Parlamentare per Roma composto da tutti i parlamentari romani e da tutti i Presidenti dei Gruppi Capitolini di qualsiasi schieramento politico per la determinazione dei poteri Roma Capitale.

La questione del rilievo politico e istituzionale di Roma e di una visione per il suo futuro era ben presente già nel dibattito che ha preceduto l’indicazione come Capitale e si è posta subito all’attenzione della nuova classe dirigente dell’Italia unita. Giuseppe Ferrari, parlamentare democratico del parlamento sabaudo, aveva detto “non si rimane a Roma senza idee” e gli fece eco qualche anno dopo Francesco De Sanctis, scrittore e primo Ministro dell’Istruzione, secondo il quale “a Roma noi andiamo per edificarvi la terza civiltà, per farla una terza volta regina del mondo civile. Roma dunque non è il passato, ma l’avvenire.”

Questa tensione ideale e programmatica nei confronti di Roma ha conosciuto fasi alterne nella storia del Paese. E’ certo comunque, e di questo sono profondamente convinta, che amministrare questa città non può significare esclusivamente amministrare la sua difficile quotidianità, senza porsi all’altezza della sfida che la Capitale deve proporre alle altri grandi aree metropolitane nella competizione globale se non vuole assiste ala sua marginalizzazione

Provo, allora, a declinare alcune proposte che riguardano gli aspetti istituzionali, ma anche la vita economica e sociale della città e il suo futuro, con la convinzione che contrastare il declino della città e la povertà crescente sia il primo obiettivo che questa Assemblea deve porsi.

Piena attuazione della Città metropolitana

Molte problematiche che ogni giorno affronta la Capitale dipendono dall’assenza di un governo dell’area vasta, che sarebbe possibile attraverso la piena attuazione della Città Metropolitana e il contestuale conferimento di un’efficace autonomia amministrativa ai suoi 15 Municipi, privi di competenze e risorse. I Municipi di Roma, paragonabili a capoluoghi di provincia, non riescono a dare risposte soddisfacenti alla propria cittadinanza. Ritengo quindi che una legge che intenda davvero affrontare il destino di Roma Capitale e della sua governance debba necessariamente passare per la completa attuazione della Città metropolitana con la trasformazione dei Municipi in Comuni urbani, nel rispetto di quanto previsto dallo statuto della Città Metropolitana di Roma Capitale; elezione diretta del Sindaco metropolitano e del suo consiglio con attribuzione di poteri di area vasta; contestuale conferimento agli attuali Municipi di maggiore autonomia e risorse di bilancio in merito a tutti i servizi di prossimità, con particolare riguardo ai lavori pubblici, alla gestione del verde, ai servizi sociali e al patrimonio. Per quanto concerne i Municipi possiamo farlo adeguando lo Statuto di Roma Capitale ed è questa la riforma più urgente.

Nuovi motori per l’economia

Il rapporto che ha presentato la Caritas di Roma conferma che la crisi economica ha colpito a fondo nella nostra città e che la diffusione della povertà interessa ampi strati sociali. Nell’economia della Capitale sono venuti a mancare i due “motori” che hanno caratterizzato lo sviluppo dal dopoguerra, il settore edilizio e l’espansione della pubblica amministrazione, senza che si intravveda all’orizzonte una nuova fase dello sviluppo. Ritengo per questo che il governo della città debba insistere per l’inserimento nel nuovo disegno di legge per Roma Capitale di programmi e proposte operative, con rilievo finanziario, finalizzate a contrastare il declino economico della città e a definire un posizionamento efficace della Capitale nel contesto della competizione internazionale fra le grandi aree metropolitane, valorizzando gli assets che possono costituire un’attrazione di conoscenze, competenze ed investimenti, a partire dalle peculiarità che il tessuto consolidato della città è in grado di sviluppare. In questa direzione occorre, a mio avviso, verificare le opportunità di sviluppare un polo di rilievo internazionale specializzato nello studio, nella ricerca e nell’implementazione delle attività di conservazione e valorizzazione dei beni culturali e un polo per la ricerca e la promozione delle attività finalizzate alla sostenibilità del sistema agroalimentare. Ho già presentato in questo senso due proposte di deliberazione che mi auguro possano essere esaminate al più presto;

Una nuova politica per il Centro storico

Il Centro storico di Roma è soggetto a trasformazioni molto rilevanti ed incontrollate che ne stanno cambiando sostanzialmente la configurazione urbanistica e il rapporto con il resto della città. Nel solo Municipio I sono presenti oggi oltre 15.000 appartamenti trasformati negli ultimi anni in ricettività turistica, un cambio di destinazione strisciante che modifica sostanzialmente la natura dei quartieri storici. Per questo ritengo necessario che nel disegno di legge per Roma Capitale sia valutato anche l’inserimento di disposizioni rivolte al conferimento della possibilità per Roma Capitale di disciplinare, con maggiore efficacia, le attività commerciali e le attività ricettive extralberghiere nel Centro Storico Patrimonio mondiale UNESCO, in relazione all’impatto evidente che tali attività determinano sull’assetto urbanistico della città e sui servizi, sul decoro delle aree turistiche e sulla qualità della vita dei residenti.

Un rilancio della macchina capitolina

Non dobbiamo infine nasconderci, a maggior ragione in questa sede, che Roma Capitale sta attraversando un periodo di crisi profonda della sua macchina amministrativa che rischia di minare alla base qualsiasi ambizione programmatica. Se non mettiamo mano al funzionamento di alcuni settori dell’Amministrazione chiunque si troverà guidare la Capitale rischia di trovare, a mio giudizio, difficoltà difficilmente sormontabili. Per questo ritengo opportuno suggerire l’inserimento nel disegno di legge per Roma Capitale di un programma, con rilievo finanziario, da attuarsi d’intesa fra il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Amministrazione capitolina, rivolto a riqualificare ed incrementare con urgenza la dirigenza ed il personale di Roma Capitale in aree specifiche nelle quali l’azione risulta deficitaria in forma strutturale e determina disservizi per la città, con particolare riferimento alla gestione di bandi e gare, alla progettazione e alla direzione dei lavori pubblici, alla gestione del verde e delle alberature, alla gestione dei servizi informatici e tecnologici.

* Cristina Grancio, consigliere DemA Gruppo misto

<!– –>Leggi l’articolo originale – http://www.affaritaliani.it/roma/degrado-roma-i-parlamentari-eletti-la-carta-dei-nuovi-poteri-della-capitale-640412.html?ref=ig

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